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La festa dell’insignificanza – Milan Kundera – Alessandro Canzian

alessandrocanzian.com · 1,460 words · saved by 1 readers

Ho letto con un po’ di delusione, almeno inizialmente, La festa dell’insignificanza di Milan Kundera. Posto che sono un grandissimo amante dello scrittore ceco, e posto che mi è piaciuta tantissimo la nota in bandella che così cita: «L’insignificanza, amico mio, è l’essenza della vita. È con noi ovunque e sempre. È presente anche dove nessuno la vuole vedere: negli orrori, nelle battaglie cruente, nelle peggiori sciagure. Occorre spesso coraggio per riconoscerla in condizioni tanto drammatiche e per chiamarla con il suo nome. Ma non basta riconoscerla, bisogna amarla, l’insignificanza, bisogna imparare ad amarla», devo ammettere che l’incipit del romanzo sa un po’ di artificioso, di formula subito chiara. Era il mese di giugno, il sole del mattino spuntava dalle nuvole e Alain percorreva lentamente una via di Parigi. Osservava le ragazze, che mettevano tutte in mostra l’ombelico tra i pantaloni a vita molto bassa e la maglietta molto corta. Era affascinato: affascinato e persino turbat

Ho letto con un po’ di delusione, almeno inizialmente, La festa dell’insignificanza di Milan Kundera. Posto che sono un grandissimo amante dello scrittore ceco, e posto che mi è piaciuta tantissimo la nota in bandella che così cita: « L’insignificanza, amico mio, è l’essenza della vita. È con noi ovunque e sempre. È presente anche dove nessuno la vuole vedere: negli orrori, nelle battaglie cruente, nelle peggiori sciagure. Occorre spesso coraggio per riconoscerla in condizioni tanto drammatiche e per chiamarla con il suo nome. Ma non basta riconoscerla, bisogna amarla,

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